██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Vertova
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
mwkgVertova [ˈvɛrtova] (mwlaÈrfa [ˈɛɾfa], mwlgÈrtoacite-ref-5[5] [ˈɛɾtoa] o mwnaVèrtuacite-ref-6[6]cite-ref-utet-7-0[7] [ˈvɛɾtua] in mwpgdialetto bergamasco) è un mwpwcomune italiano di mwqa4 453 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwrqval Seriana in provincia di mwrgBergamo, in mwrwLombardia. Situato alla destra orografica del fiume mwsaSerio, dista 21mwsq chilometri dal mwsgcapoluogo orobico ed è compreso nella mwswComunità montana della Valle Seriana.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Sport
• Atletica
• Ciclismo
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Geografia fisica
Territorio
Il comune è interamente situato sulla destra orografica della media mwvaval Seriana, in corrispondenza della confluenza del torrente mwvqVertova nel fiume mwvgSerio, ad un'altezza compresa tra i 395 mwvwm mwwas.l.m. della piana alluvionale ai circa mwwq1 900 delle propaggini del mwwgmonte Alben.
Amministrativamente è delimitato a sud-est dal corso del fiume mwxaSerio, che lo divide dal comune di mwxqCasnigo, a sud da mwxgFiorano al Serio mediante il monte Clocca (594 m s.l.m.), mentre a sud-ovest ed ovest il limite territoriale è dato dal corso del torrente Vertova, situato nell'mwxwomonima valle, che lo suddivide amministrativamente da mwyaGazzaniga. A nord-ovest il confine ricalca lo spartiacque orografico che va al mwyqmonte Suchello al monte Secretondo (propaggine del mwygmonte Alben), tra le valli Seriana e mwywBrembana, divisione naturale con il comune di mwzaCornalba. A nord e nord-est è invece il crinale che scende dall'Alben fino al monte Cavlera a delimitare territorialmente Vertova prima con la mwzqval del Riso ed il municipio di mwzgOneta, e nel suo tratto finale con mwzwColzate, con cui divide anche parte del fondovalle.
La gran parte della popolazione risiede nel nucleo abitativo posto nel fondovalle lungo l'asta del fiume Serio che, per via dell'espansione edilizia avvenuta nella seconda parte del mwaqXX secolo, risulta essere ormai fuso senza soluzione di continuità con i limitrofi paesi, in quella che viene ormai definita come una città allungata che si protrae da Bergamo fino a mwagColzate, includendo anche la frazione di Semonte, posta a Sud del comune
Addentrandosi nella mwcaval Vertova, sia nel fondovalle che sulle pendici dei monti circostanti, il livello di antropizzazione si fa via via sempre più limitato, fino a diventare pressoché nullo. Un'eccezione è data dal piccolo borgo di mwcqCavlera, posto sull'omonimo monte, nel quale sono concentrate un discreto numero di abitazioni, per lo più seconde case, abitate soltanto da una manciata di residenti.
Per ciò che concerne l'idrografia, oltre al fiume Serio, numerosi sono i corsi d'acqua che attraversano il territorio comunale. Il principale è il Vertova, affluente del Serio da destra, che si sviluppa nell'omonima valle e che raccoglie le acque di numerosi piccoli rivoli composti dalle acque in eccesso provenienti dalle propaggini circostanti. Tra questi vi sono quelli che solcano le piccole vallette laterali, tra le quali la mwcwval Gromalt, la mwdaval Scapla e la mwdqval del Gru che confluiscono dal versante orografico destro, mentre quelli della mwdgval Masma, mwdwval di Osei (entrambe si sviluppano dalle propaggini del monte Cavlera), mweaval Lacnì e mweqval Sterladec dal versante sinistro.
Nella zona alluvionale è presente anche un canale artificiale che scorre parallelamente al corso del Serio, da cui prende vita presso Colzate, e rigetta le acque nel Serio poche centinaia di metri più a valle, dopo aver alimentato alcune piccole aziende tessili.
La viabilità interna del paese ha una rete stradale ordinaria molto semplice, facente riferimento principalmente alla vecchia provinciale che collega il paese con Colzate e Fiorano al Serio mantenendosi al limite dell'abitato, esternamente al quale, a fianco del fiume Serio, scorre invece la mwfasuperstrada di scorrimento della val Seriana. Tra queste due arterie è posta la zona industriale, in cui sono presenti attività commerciali ed artigianali sia storiche che di recente insediamento.
Origini del nome
Il toponimo, la cui etimologia è dibattuta, va confrontato con mwfwVertuinum, nome medievale attestato in area bresciana nonché con i cognomi lombardi (milanesi) mwgaVertuani, mwgqVirtuanicite-ref-utet-7-1[7]. Nonostante molte ipotesi lascino intendere una formazione prelatina (per esempio etrusca, mwhgErtvacite-ref-8[8]) se non, addirittura, a "un tempio dedicato al dio Vertumno, ora a San Marco"cite-ref-9[9]), secondo mwjwDante Olivieri il toponimo deriverebbe da *mwkavertola, da cui il dialettale mwkqVèrtua e l'italianizzazione in mwkgVertovacite-ref-10[10], da mwlwverta ‘terra aperta’ e ‘comune’cite-ref-11[11].
Storia
Dalla preistoria alla conquista romana
I primi insediamenti umani sarebbero riconducibili al mwpaVI secolo a.C. quando nella zona si stabilirono popolazioni di origine ligure, dedite alla pastorizia, tra cui gli mwpqOrobi. Ad essi si aggiunsero ed integrarono, a partire dal mwpgV secolo a.C. le popolazioni di ceppo celtico, tra cui i mwpwGalli Cenomani. Si trattava tuttavia di presenze sporadiche, che non formarono mai un nucleo abitativo definito.
La prima vera e propria opera di urbanizzazione fu invece opera dei mwqqRomani, che conquistarono la zona e la sottoposero a centuriazione, ovvero ad una suddivisione dei terreni a più proprietari, a partire dal mwqgI secolo a.C. Questa opera assegnò appezzamenti più o meno vasti a coloni e veterani di guerra, di origine o acquisizione romana, i quali bonificarono i terreni al fine di poterli sfruttare per coltivazioni agricole ed allevamento di bestiame. In ogni caso durante questo periodo gli abitanti si basavano su agricoltura, principalmente nella piana del fondovalle, e pastorizia, nella zona collinare. Il centro abitato aveva dimensioni molto ridotte e si sviluppava attorno alla strada che collegava Bergamo con mwqwClusone e l'alta val Seriana, in quel tempo importante centro di estrazione mineraria, percorrendo la zona ai piedi della montagna.
In tale periodo pare che i nuovi dominatori avessero insediato, nella zona più elevata del fondovalle, un tempio dedicato alla divinità pagana di mwrqVertumno da cui, secondo la leggenda, il paese avrebbe poi tratto il suo nome.cite-ref-12[12] Al termine della dominazione romana vi fu un periodo di decadenza ed abbandono del centro abitato, con la popolazione che sovente era costretta a cercare riparo sulle alture circostanti al fine di difendersi dalle scorrerie perpetrate dalle orde barbariche. La situazione ritornò a stabilizzarsi con l'arrivo dei mwsgLongobardi, popolazione che a partire dal mwswVI secolo si radicò notevolmente sul territorio, influenzando a lungo gli usi degli abitanti: si consideri infatti che il diritto longobardo rimase mwtade facto attivo nelle consuetudini della popolazione fino alla sua abolizione, avvenuta soltanto nel mwtq1491.
L'alto medioevo
Con l'arrivo dei mwvaFranchi, avvenuto verso la fine dell'mwvqVIII secolo, il territorio venne sottoposto al sistema feudale, con il paese che inizialmente venne assegnato, al pari di gran parte della valle, ai monaci di mwvgTours per poi essere infeudato al vescovo di Bergamo.
Con il passare degli anni al potere vescovile si affiancò quello di alcune famiglie della zona, che riuscirono ad ottenere sempre più spazio, passando dal ruolo di grandi proprietari a quelli di feudatari mwxqde facto. È il caso della famiglia Albertoni, i cui membri vennero insigniti della carica di conti e capitani di Vertova, con l'elemento di maggior spicco nella persona di Bernardo, che già nel mwxg1160, risulta feudatario diretto dell'episcopato.
Questo casato si radicò sul territorio vertovese al punto di creare una propria residenza fissa con tanto di cinta fortificata che ben presto assunse le fattezze di un vero e proprio castello (detto appunto Castello dei Capitanei degli Albertoni), entro il quale vi era una chiesa dedicata a santa Caterina, una roggia privata e la mwyaluvera, ovvero una buca con galleria sotterranea da utilizzare in caso di assedio.
Età comunale
Nel corso della seconda metà del mw0aXII secolo cominciarono a svilupparsi i primi sentimenti di autonomia da parte delle città lombarde, contrastati però da mw0qFederico Barbarossa, mw0gimperatore del Sacro Romano Impero. Quest'ultimo condusse numerose campagne in Italia, tra cui quella del mw0w1166 quando scese in val Seriana attraverso la mw1aval Camonica, occasione in cui i soldati imperiali diedero alle fiamme il borgo di Vertova, unitamente a quello di Fiorano, in quanto gli abitanti si erano rifiutati di dar loro da mangiare. Tuttavia la spinta autonomistica non fu fermata, tanto che nel mw1q1210 Vertova scelse di confederarsi con i comuni limitrofi nella mw1gConfederazione de Honio, un'istituzione sovra comunale che aveva il compito di gestire i beni indivisi quali prati, pascoli, boschi, sotto il controllo di un feudatario, incaricato dal mw1wvescovo di Bergamo, a sua volta investito dall'mw2aimperatore del Sacro Romano Impero.
Il passo successivo fu quello di emanciparsi definitivamente dal giogo feudale, redigendo nel mw2g1235 il primo statuto che diede il via all'esperienza comunale. Negli statuti della città di mw2wBergamo redatti nel mw3aXIV e mw3qXV secolo Vertova risulta inserita nella circoscrizione denominata mw3gfacta di san Lorenzo, con confini territoriali pari 250 mw3wettari, circoscritti quindi al solo centro abitato, in quanto il resto era affidato al Concilio.
Nel frattempo il paese si era ritagliato un importante spazio nella pastorizia, con ingenti produzioni di pelli, latticini e lana. Si stima difatti che nel corso del mw4qXII secolo nel paese vi fossero più di 15.000 pecore, a fronte di una popolazione di circa 1.500 anime. Questo portò alla fioritura dell'industria laniera, che ben presto rese Vertova il mercato di riferimento della media valle, sia per la tessitura che per la filatura della lana. Ciò garantì un grande benessere alla popolazione anche per via dell'indotto: numerosi erano difatti i tosatori di pecore, i fabbri ed i falegnami per la costruzione di telai, i carrettieri per il trasporto dei materiali, gli operai del mw4gfollo per la tintura, la striatura, la mw4wcimatura e la mw5acardatura di quello che venne chiamato mw5qpanno grosso bergamasco.
I commerci si spinsero anche oltre confine, così come testimoniato dal fatto che alcuni nuclei di commercianti di Vertova entrarono in contatto con degli irlandesi, venendo per questo chiamati mw6wIbernini (da mw7aIberna, antico nome dell'Irlanda), il cui cognome fu poi fissato in mw7qBernini. Essi importarono inoltre il culto di mw7gsan Patrizio, tanto da fondare un mw7wsantuario a lui dedicato in località mw8aI Gromi, a monte di mw8qColzate, località allora inclusa nei confini vertovesi.
Conseguentemente il centro abitato ebbe un notevole sviluppo, tanto da dotarsi di quattro porte d'accesso poste ai punti cardinali, al cui interno vi era un castello e ben sette torri. La vita pubblica era regolata dallmw8w'mw9aArengo, un'assemblea popolare che veniva convocata una volta all'anno nella piazza del castello (dove ora sorge la chiesa parrocchiale) il giorno del mw9qsolstizio d'estate, ed ogni famiglia aveva l'obbligo di presenziarvi tramite un proprio rappresentante compreso tra i 15 ed i 70 anni. L'assemblea eleggeva 21 mw9gcredendari, sette per ognuna delle tre contrade (mw9wDruda, mw-aBernazio e mw-qNunglaqua), i quali a loro volta nominavano due consoli che avevano compito di legiferare e potere di delibera. Questi ultimi rimanevano in carica un anno e non potevano essere rieletti se non dopo sei anni. Anche la famiglia Albertoni si adeguò ai cambiamenti, dal momento che ben sei dei suoi membri, seppur in tempi differenti, ricoprirono questo incarico.
Poco dopo, nel mw-w1263, La Confederazione de Honio venne sciolta, anche se mantenne ugualmente nel corso dei secoli successivi i suoi statuti per ciò che riguardava la parte montuosa del territorio, cessando di esistere soltanto nel mw-a1827. In seguito a ciò Vertova optò, nel mw-q1331, per un'unione fiscale con il vicino borgo di Colzate.
Le lotte tra fazioni
Ben presto tuttavia cominciarono a verificarsi attriti tra gli abitanti, divisi tra mwaqqguelfi e ghibellini, che raggiunsero livelli di recrudescenza inauditi.
L'appartenenza del paese all'una o all'altra fazione ha sovente diviso gli storici, anche se ormai pare universalmente accettata l'idea di una Vertova ghibellina, teoria perorata in primis da mwaqyBortolo Belotti. Numerosi furono difatti gli esponenti della suddetta parte, anche se non mancarono appartenenti allo schieramento guelfo.
Le cronache del tempo raccontano di numerosi episodi tragici in tutta la provincia di Bergamo, che venne dilaniata da questa sanguinosa faida. Tra i documenti che attestano episodi in cui fu coinvolto il borgo o qualche suo abitante, vi sono quelli che raccontano di tale mwaqgUgotto da Vertova che il 18 aprile mwaqk1379 fu condotto a Bergamo davanti al Vescovo ed ai luogotenenti dei Duca di Milano, insieme ad altri 140 ghibellini, per rispondere dei delitti di cui si era reso protagonista. Oppure quando, un mese più tardi, precisamente l'11 maggio, nel paese trovò alloggio una colonna di mwaqo1 200 ghibellini provenienti dalle città vicine, intenti a muovere aiuto ai ghibellini della valle Seriana superiore assediati nel castello di San Lorenzo presso mwaqsRovetta.
Ma gli eventi che segnarono la storia del borgo avvennero nel mwaq01398. In quell'anno il paese fu attaccato una prima volta da una guarnigione di circa mille guelfi il 19 maggio, quando gli assalitori furono però costretti al ritiro a causa del contrattacco ghibellino. Questo evento provocò la volontà di rivalsa da parte dei guelfi che, dopo aver organizzato un esercito di circa seimila unità provenienti dalle province di Bergamo, Brescia e Milano, il 10 giugno devastarono il nucleo abitato uccidendo 34 uomini e 10 donne, depredando tutto quanto fosse possibile e bruciando 500 abitazioni, con i danni che furono valutati in circa 10.000 lire imperialicite-ref-13[13]. Si salvò soltanto il castello degli Albertoni e sei case poste sotto la sua protezione.
Terminata questa furia distruttrice il paese subì un forte contraccolpo, tanto che ci vollero decenni prima che la situazione ritornasse alla normalità. Difatti numerosi abitanti abbandonarono le proprie case, al punto che su 300 famiglie ne rimasero soltanto 25, con conseguente perdita del prestigio sociale ed economico che Vertova aveva acquisito fino a quel momento.
Repubblica di Venezia
Alla definitiva pacificazione si arrivò pochi anni più tardi grazie al passaggio alla mwaroRepubblica di Venezia, avvenuto nel mwars1427 dopo un'espressa richiesta di Bergamo e delle sue valli, e ratificato dalla mwarwPace di Ferrara del 1428. La Serenissima inserì Vertova nella mwar0Quadra della val Seriana di Mezzo, con capoluogo mwar4Gandino, e diede il via ad un periodo di tranquillità in cui l'intera zona riprese a prosperare, garantendo una diminuzione della pressione fiscale ed offrendo maggiore autonomia.
In quegli anni si verificarono episodi che evidenziarono la spiccata animosità degli abitanti. In primo luogo la lite con gli abitanti di mwasaOneta per lo sfruttamento dei boschi posti sul lato sinistro della mwaseVal del Riso. Secondo i vertovesi difatti questi spazi erano sfruttati in modo illegittimo dagli abitanti di Oneta, tanto da organizzare contro questi una spedizione armata, avvenuta il 18 maggio 1548. A ciò seguirono numerose vertenze, culminate con una sentenza che nel mwasi1594 obbligò Vertova al versamento di una somma come parziale indennizzo dei danni procurati.
Problemi si verificarono anche all'interno dei confini comunali, con una diatriba che vide schierati da una parte gli abitanti “originari”, dall'altra i “forestieri” immigrati da paesi o città vicine. I primi difatti non volevano che i secondi utilizzassero liberamente i beni comuni. La situazione venne definita mediante l'accordo che fissava in vent'anni di residenza nel paese con obbligo di pagare tutte le tasse, il limite per essere considerato “originario”. Chi non rientrava in questo parametro fu obbligato al pagamento di un indennizzo per l'usufrutto delle proprietà collettive.
Altri dissidi si verificarono anche in ambito religioso, con le parrocchie di Fiorano e Vertova intente a contendersi l'assegnazione del borgo di Semonte. Quest'ultimo infatti, amministrativamente ricadeva nei confini di Vertova, mentre a livello religioso era, da sempre, competenza di Fiorano. La vertenza fu risolta mediante un decreto del cardinale mwasuPietro Priuli che, in data 23 ottobre mwasy1723, confermò la pertinenza a Fiorano.
Nella seconda metà del mwas4XVIII secolo il paese fu invece colpito dalla crisi della produzione dei panni di lana, dovuta all'importazione di prodotti esteri a prezzo più basso, che mise in ginocchio la pastorizia ed il commercio della materia prima.
Dall'avvento di Napoleone fino ai giorni nostri
Ma il potere della Repubblica di Venezia era ormai agli sgoccioli, tanto che nel mwatu1797, in seguito al mwatytrattato di Campoformio, venne sostituita dalla mwatcnapoleonica mwatgRepubblica Cispadana. Il cambio di dominazione comportò una revisione dei confini, che portarono Vertova ad inglobare nuovamente il territorio di Colzate, senza tuttavia le frazioni di mwatkBondo e mwatoBarbata. Quest'unione durò poco, dal momento che già nel mwats1805 i due comuni vennero nuovamente scissi.
Dopo quattro anni i limiti territoriali vennero nuovamente ridisegnati mediante un'imponente opera di accorpamento dei piccoli centri ai più grandi: in questo frangente Vertova assorbì nuovamente Colzate (sempre senza Bondo e Barbata), che riuscì a riottenere la propria autonomia nel mwat01816, in occasione del nuovo cambio di governo che vide subentrare l'austriaco mwat4Regno Lombardo-Veneto alle istituzioni francesi.
Nel mwaua1827 venne definitivamente sciolta la mwaueConfederazione de Honio, con Vertova che acquisì formalmente il possesso di tutte le terre collinari e montuose ricoperte dai boschi a Nord dell'abitato.
Nella seconda parte del mwaumXIX secolo, contestualmente all'mwauqUnità d'Italia, si verificò uno sviluppo dell'industria, con numerose realtà che si insediarono e radicarono sul territorio. Un ulteriore impulso venne dall'apertura della mwauuFerrovia della Valle Seriana, che dal mwauy1884 permise il collegamento di merci e passeggeri da Bergamo a Clusone.
Anche il numero di abitanti risentì di questa condizione, raddoppiando di numero tra il mwaug1861, quando i residenti erano 1962, ed il mwauk1901, quando passò a 3696 unità. Il livello di crescita della popolazione subì tuttavia una brusca frenata nel mwauoXX secolo, assestandosi su valori prossimi alle 4.500 unità.
Simboli
«D'azzurro, al muraglione di rosso, murato di nero, aperto di tre archi del campo, accompagnato in capo da una stella d'argento, di sei raggi. Ornamenti esteriori da Comune.
»
Lo stemma dapprima venne approvato con delibera del podestà Santo Gusmini il 2 dicembre 1939 su proposta dello Studio Araldico di Padova che introdusse nello scudo un fortilizio di rosso su fondo azzurro, simbolo del torrente Vertova, poiché storicamente era provato che esisteva un castello e che il territorio era governato dai Conti Vertova. La sua adozione venne confermata con delibera del consiglio comunale del 13 dicembre 1958.cite-ref-scb-14-1[14] Lo stemma e il gonfalone sono stati definitivamente concessi con decreto del presidente della Repubblica del 20 gennaio 1960.cite-ref-16[16]
Il gonfalone è un drappo partito di azzurro e di rosso.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Chiesa parrocchiale di santa Maria Assunta
Il più importante edificio in ambito religioso è indubbiamente la mwawcchiesa mwawgparrocchiale, dedicata a mwawksanta Maria Assunta. Questa è posta in posizione dominante sul centro storico, nella parte più antica del borgo dove in epoca alto-medievale era posto un castello (del quale è ancora visibile parte della torre, ora utilizzata come campanile, con le finestre a bifore), e affonda le sue origini nel mwawoXIII secolo, come testimoniato da alcuni documenti del mwaws1235.
Secondo la tradizione tuttavia la data di costruzione sarebbe da anticipare attorno all'mwaw0XI secolo, con la chiesa edificata in luogo di un antico tempio pagano, dedicato al dio mwaw4Vertumnocite-ref-17[17]. Inizialmente era intitolata a mwaxmsanta Maria Cirialis (ovvero santa Maria celeste e gloriosa) ed aveva dimensioni alquanto ridotte, circa venti metri di lunghezza ed otto di larghezza, con una sola navata, ed era considerata sussidiaria della chiesa di san Giorgio presso Fiorano. L'autonomia religiosa arrivò nel mwaxq1710, quando il cardinale mwaxuPietro Priuli la elevò a parrocchiale in seguito ai lavori di ristrutturazione che, iniziati nel mwaxy1688 e terminati quell'anno su progetto di Giovanni Battista Quadrio, le diedero le nuova dimensioni.
La struttura, nonostante altre ristrutturazioni in tempi più recenti, ha mantenuto l'impostazione settecentesca fino ai giorni nostri: presenta un portico esterno sui due lati occidentale e meridionale, con una grande navata centrale raccordata alle cappelle degli altari laterali mediante due piccole navate laterali.
L'interno è in stile mwaxkbarocco, con numerose decorazioni in stucco dorato, e ben nove altari. Il principale di questi è il neoclassico altare maggiore dedicato a santa Maria Assunta, che presenta una pala dipinta da mwaxoDomenico Carpinoni, il coro eseguito dalla bottega dei mwaxsCaniana, delle cariatidi di mwaxwAndrea Fantoni, medaglie in terracotta di Donato Bianchi e sculture bronzee del Siccardi. Gli altari minori sono invece disposti in egual misura sui due lati: il primo a sinistra, intitolato alla Madonna del Rosario, è stato disegnato da mwax0Giovan Battista Caniana e realizzato dalla mwax4Bottega di Bartolomeo Manni e comprende anche il pulpito ed un paliotto di mwax8Andrea Fantoni. Di quest'ultimo artista sono anche sia il crocifisso che la statua del Cristo Risorto, appartenenti al secondo altare sinistro, detto appunto del Crocifisso, mentre il terzo ed il quarto sono dedicati rispettivamente a sant'Orsola e san Luigi. Sul lato opposto vi sono gli altari di san Mauro, con il dipinto mwayaVergine con i santi Patrizio, Giovanni Battista e Marco di mwayeEnea Salmeggia, dell'Addolorata, in cui si trova una mwayiPietà un tempo erroneamente attribuita al mwaymTintoretto e poi a mwayqPalma il Giovane, dei Morti, con una pala d'altare di Giuseppe Brina, e di sant'Antonio, in cui sono custodite le reliquie dei santi Callisto, Silverio, Lucio e Vincenzo.
Tra le altre opere d'arte sono da segnalare la tela mwayySan Marco, san Giacomo e san Patrizio con la Madonna con Bambino di Giovanni Gallo, la mwaycDiscesa dello Spirito Santo di mwaygLudovico Dorigny, posta nel presbiterio, lmwayk'mwayoUltima cena” di mwaysGregorio Lazzarini, il mwaywSuffragio di mway0Vincenzo Angelo Orelli, mway4I due ciechi di mway8Carlo Bellosio, la mwazaNatività di Giovanni Carobbio, il mwazeCristo alla colonna di mwaziAntonio Cifrondi, mwazmIncontro di Cristo con Maria, mwazqAdorazione dei pastori, mwazuAdorazione dei magi, mwazyFlagellazione di Cristo di scuola lombarda del settecento, mwazcIncoronazione di spine di Pietro Ronzelli, mwazgSan Pietro che guarisce lo storpio di scuola veneta.
Altre chiese
Oltre alla parrocchiale numerosi sono gli edifici di culto presenti sul territorio.
In primo luogo la chiesa di Nostra Signora di Lourdes, edificata all'inizio del mwaaaXX secolo a ridosso della parrocchiale al punto di condividerne il sagrato in direzione Nord. Il corpo dell'edificio principale risulta essere leggermente rialzato rispetto alla parrocchiale, ed è raggiungibile mediante due scalinate curve. La facciata è suddivisa da quattro mwaaelesene sormontate da un timpano, mentre l'interno è costituito da un corpo a navata singola. Sul fondo il piccolo presbiterio è diviso in due dalla ricostruzione della grotta di Lourdes, costruita in gesso colorato, entro la quale si trova anche l'altare.
Nella parte più bassa del paese, in località Plazzoli, si trova invece la chiesa di San Rocco, risalente alla prima parte del mwaacXVI secolo. In principio poco più grande di una cappelletta votiva, in seguito all'ondata di peste del mwaag1630 venne ampliata fino a diventare un vero e proprio luogo di culto dedicato al santo protettore dei contagiati, assumendo una struttura a pianta circolare in stile tardo-rinascimentale. All'interno sono custoditi affreschi secenteschi ed un quadro d'altare raffigurante la mwaakMadonna con i santi Rocco, Antonio, Giuseppe, Fabiano e Sebastiano, opera di Giovanni Carobbio.
Presso la contrada di san Lorenzo (un tempo chiamata con il nome di mwaasNunglaqua) a fianco del torrente Vertova, si trova l'omonima chiesa, la cui presenza è documentata già nel mwaawXIV secolo. Dotata di struttura rettangolare, possiede un'abside quattrocentesca, coeva degli affreschi di mwaa0San Domenico e mwaa4San Francesco (restaurati nel mwaa81941) ed una navata secentesca.
A completare il novero delle chiese del paese vi sono anche l'oratorio di Santa Croce, piccola struttura a pianta circolare in stile classico, posto all'estremità meridionale del centro storico, a fianco della vecchia provinciale, e la chiesa di mwabeSant'Angela Merici, situata in via cardinal Gusmini.
Nella frazione di Semonte, al limite occidentale del borgo antico, è inoltre presente la mwabmchiesa parrocchiale di San Bernardino. Risalente al mwabqXVI secolo, è sempre stata inclusa negli ambiti religiosi di Fiorano al Serio, ma sovente rivendicata da Vertova, tanto da scatenare litigi tra le autorità religiose dei due paesi confinanti, fino ad essere elevata a parrocchia autonoma nel mwabu1911. La facciata esterna è lineare e piatta, mentre all'interno la struttura a navata singola è scandita da quattro campate e dotata di tre altari, opera della mwabyBottega di Bartolomeo Manni. Altre opere di rilievo sono il coro in legno ed un medaglione in marmo raffigurante la mwabcMadonna, san Bernardino ed il Diavolo, eseguite dalla bottega di mwabgAndrea Fantoni, un organo del mwabk2017 di Pietro Corna e due tele di mwaboAntonio Cifrondi, tra cui lmwabs'mwabwAssunta.
Infine in località Cavlera, posta sull'omonimo monte che svetta sull'abitato, si trova la piccola chiesetta dell'Immacolata Concezione, risalente alla prima parte del mwab4XVIII secolo.
Architetture civili
In ambito civile di grande rilievo è il nucleo originario del paese, corrispondente al centro storico. Questo, posto nel tratto finale del torrente Vertova sul lato orografico sinistro dello stesso, ha una struttura primitiva risalente al XII secolo, periodo in cui era totalmente inscritto in una cinta muraria con quattro porte di accesso ad ognuno dei punti cardinali.
Lo stesso è sempre stato suddiviso in tre contrade: Druda, Bernazio e Nunglaqua. Nella parte più elevata del borgo, nella contrada Druda, era situato il castello, poi sostituito dalla chiesa mwacyparrocchiale, ma ancora presente nella toponomastica. Difatti la piazza Castello risulta essere il centro di questo borgo medievale, dove si trovano sia la casa-torre, che nel XIII secolo era sede del comune e che presenta una muratura in pietra a vista nonché volte a botte e a crociera nei sotterranei, sia numerose costruzioni rurali tipiche di quel periodo. Queste sono caratterizzate da una chiusura esterna ed un'apertura verso l'interno in cui si trovano porticati e cortili con orti in cui gli agricoltori svolgevano parte delle loro mansioni.
Molto caratteristici sono anche gli attigui stretti vicoli, che trovano un valido esempio nella via Morandi, conosciuta anche come "Antica strada del Cantone" (tanto che in dialetto è ancora chiamata mwacg"I Cantù"), che ha un particolare andamento spezzettato ad angoli retti. In via Lorenzoni si trova invece la Torre Colombera, antica fortificazione ora adibita ad uso residenziale, disposta su quattro piani con pianta quadrata, con una struttura rustica con colonne ed archi in mattoni, nonché antichi affreschi profani che versano però in cattivo stato di conservazione. Omonima alla torre è la casa, situata in via Scalarola presso l'entrata Nord del borgo, recentemente ristrutturata secondo le caratteristiche originali del XVI secolo, periodo nel quale era una struttura fortificata.
Interessanti sono numerosi altri esempi di abitazione cinquecentesca, con porticati, archi, colonne e loggiati, presenti in via San Carlo, nel vicolo Inondacqua ed in via Santa Caterina. Altre invece furono importanti per la crescita dell'artigianato, dal momento che nei loro cortili si svilupparono attività legate alla lavorazione dei metalli, come la mwac4casa Guerini-Casale (detta mwac8dei Maresciai), ed alla tessitura dei panni lana, come mwadaCasa Balini, mwadeCasa Mistri, mwadiCasa Paganessi e mwadmCasa Gualdo. In queste ultime due, entrambe situate in via Albertoni, sono inoltre presenti affreschi di pregio. Ai limiti meridionali del borgo si trova la mwadqCasa della Soppressa, un edificio con pianta a forma di U e dotata di arcate, barriere in legno e volte a crociera ed a botte. Edificata nel mwaduXV secolo, era il luogo in cui avveniva la stiratura dei panni di lana prodotti nel paese.
Anche nella vicina frazione di Semonte sono presenti edifici storici rilevanti, concentrati nella zona centrale corrispondente alla piazza Leone XIII, detta mwadcLa Plaza, tra cui una casa-torre ed alcuni complessi in cui risaltano interessanti loggiati ed archi.
Storicamente rilevanti sono gli edifici facenti parte del complesso residenziale fortificato che un tempo era proprietà della famiglia degli Albertoni-Vertova, signori del paese. Questo includeva un castello del XII secolo, di cui sono riscontrabili tracce nell'edificio posto tra le vie Cardinal Gusmini, San Lorenzo e Cornelli. Alla destra di questo vi era anche una piccola chiesa che, dedicata a santa Caterina, era una sorta di oratorio privato della famiglia, la cui struttura muraria è ancora visibile in principio a via San Lorenzo.
Per quanto riguarda invece l'archeologia industriale, è da segnalare la fornace posta a fianco del canale dell'area industriale del paese. Il complesso, edificato nel mwaee1923 e conosciuto come mwaeiForni Perani, sfruttava l'energia idrica per far funzionare i macchinari presenti nei differenti fabbricati, permettendo la produzione di cemento e derivati.
Sono inoltre presenti altri due edifici, un tempo utilizzati per fini religiosi ed ora sconsacrati. Il primo è quello conosciuto con il nome di "casa delle Angeline", ma che originariamente ospitava la chiesa di santa Maria Maddalena, edificata all'inizio del mwaeqXVII secolo, nella quale aveva sede la confraternita dei mwaeudisciplini e quindi nota anche come Oratorio dei Disciplini. L'edificio, dotato di facciata in stile barocco con influssi classici, dopo la sconsacrazione passò alla mwaeyMIA, che vi insediò un ricovero per persone anziane, mansione svolta tuttora.
Il secondo invece è la Villa Bonomi, ex convento dei mwaekfrati cappuccini, al cui interno si trovava la chiesa di san Giuseppe. Costruita nel mwaeo1529 in seguito ad un voto fatto dalla popolazione durante un'epidemia di peste, inizialmente aveva dimensioni tanto ridotte da essere considerata una piccola cappelletta. Nel mwaes1576 un radicale intervento di ristrutturazione la rese una chiesa a tutti gli effetti, dotandola anche di un attiguo fabbricato nel quale si insediò l'ordine mendicante, che vide tra i suoi novizi anche mwaewCelestino Colleoni. La chiesa aveva una pianta rettangolare, con all'interno una tela raffigurante il mwae0Bambino Gesù con Maria e Giuseppe eseguita da mwae4Vincenzo Campi. Nel mwae81769 il convento subì una prima chiusura, revocata poco dopo, mentre nel mwafa1802 venne soppresso definitivamente dal governo mwafenapoleonico, venendo quindi acquistato prima dalla famiglia Bettonagli, poi dai Gilberti e infine dai Bonomi. Dal mwafi1953 è proprietà del comune che, dopo aver sottoposto l'intero complesso a ristrutturazione, l'ha adibito a biblioteca e centro culturale, mentre nel rustico del convento è stato collocato il centro per gli anziani.
Percorsi naturalistici
Numerose sono le possibilità che il territorio offre a chi volesse passare un po' di tempo nella natura.
Il percorso più rinomato è senza dubbio quello che, salendo dal centro abitato passa lungo via Cinque Martiri e si inoltra nella Val Vertova.
Qui l'itinerario si sviluppa a lato dell'omonimo torrente che, alimentato da numerose sorgenti di cui la valletta è ricchissima, si snoda in numerose cascate e pozze d'acqua scavate nella roccia, in un percorso facile ed adatto anche ai bambini.
Nella stessa valle vi sono anche altri sentieri che, diramandosi dall'itinerario principale, salgono sui rilievi circostanti, molti dei quali contrassegnati dai segnavia del mwafwCAI.
Tra questi vi sono il numero 517 che, dopo aver solcato la verde Val del Gru, raggiunge mwaf4La Forca di mwaf8Aviatico; il 525 che, noto con il nome di mwagasentiero della Borleda, sale fino al Colle di Barbata; il 527 che tramite la conca del Sedernel arriva al mwageBivacco Testa, collocato poco sotto la vetta del mwagimonte Alben; il 529 che permette di spingersi fino al Passo di Bliben, ed il 530 che, partendo invece dal centro abitato, si inerpica sulle pendici del monte Cavlera e, dopo essersi congiunto con il segnavia 529, raggiunge anch'esso la vetta dell'Alben.
Per quanto riguarda il tempo libero, è d'obbligo citare la mwagqCiclovia della Valle Seriana che, seppur per un breve tratto, transita nella parte sud del comune a ridosso del fiume Serio. Questa permette passeggiate e pedalate nella natura, lontano da traffico ed inquinamento, permettendo la riscoperta e la valorizzazione di spazi un tempo abbandonati nell'incuria.
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Gli stranieri residenti nel comune sono 340, ovvero il 7,7% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenticite-ref-19[19]:
1. mwahqMarocco, 78
2. mwahySenegal, 76
3. mwahgRomania, 52
4. mwahoCina, 45
5. mwahwUcraina, 23
6. mwah4Tunisia, 14
7. mwaiaBolivia, 9
8. mwaiiPakistan, 7
9. mwaiqMoldavia, 3
10. mwaiyBrasile, 3
Cultura
Manifestazioni
• mwaisVia Crucis (mwaiwVenerdì Santo). Storica rappresentazione della via crucis di Cristo, in costumi originali del settecentocite-ref-20[20].
• Fiera di San Marco (25 aprile). Nel giorno del santo patrono, le vie di Vertova si riempiono di bancarelle di ogni genere e presso l'ex stazione ci sono le giostre per il divertimento dei ragazzi, richiamando molta gente anche dai paesi vicini.
• Festa della vita (inizio settembre). Dagli mwajmanni novanta, presso la ex stazione, si svolge una festa di 4/5 giorni, organizzata dai volontari di Vertova con l'associazione Paolo Belli, per la lotta alla mwajqleucemia. Il ricavato è devoluto appunto alla ricerca contro la leucemia.
• Trofeo Paganessi, Gara ciclistica internazionale (fine agosto). In genere nell'ultimo weekend di agosto, si sfidano le promesse del ciclismo internazionale, categoria Juniores, nelle corse a cronometro e in linea organizzate da comune e dalla famiglia Paganessi. Tra i vincitori delle passate edizioni si segnala la vittoria di mwajyFabian Cancellara.
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1955 | 1970 | Mario Bertocchi | DC | Sindaco | |
| 1970 | 1975 | Gian Filippo Rapetti | DC | Sindaco | |
| 1975 | 1980 | Gian Filippo Rapetti | DC | Sindaco | |
| 1980 | 1985 | Renzo Guerini | DC | Sindaco | |
| 1985 | 1990 | Renzo Guerini | DC | Sindaco | |
| 1990 | 1995 | Carlo Macalli | DC | Sindaco | |
| 23 aprile 1995 | 12 giugno 1999 | Gian Pietro Testa | Lega Nord | Sindaco | |
| 13 giugno 1999 | 4 settembre 2003 | Gian Pietro Testa | Lega Nord | Sindaco | |
| 4 settembre 2003 | 13 giugno 2004 | Adriano Eustachio Coretti | | Commissario prefettizio | |
| 14 giugno 2004 | 7 giugno 2009 | Riccardo Cagnoni | lista civica | Sindaco | |
| 8 giugno 2009 | 25 maggio 2014 | Riccardo Cagnoni | lista civica "Continuità e rinnovamento-Sindaco Cagnoni" | Sindaco | |
| 26 maggio 2014 | 26 maggio 2019 | Luigi Gualdi | lista civica "Continuità e rinnovamento" | Sindaco | |
| 27 maggio 2019 | 9 giugno 2024 | Orlando Gualdi | lista civica "Vertova Rinascimento" | Sindaco | |
| 10 giugno 2024 | in carica | Riccardo Cagnoni | lista civica "Per Vertova" | Sindaco | |
Infrastrutture e trasporti
La mwajsstazione di Vertova, attiva fra il mwajw1884 e il mwaj01967, era posta lungo la mwaj4ferrovia della Valle Seriana.
Sport
Calcio a 11
La squadra storica di mwakicalcio del comune è il mwakmGruppo Sportivo Vertovese mwakq(G.S. Vertovese), nato nel mwaku1922, che milita in mwakyEccellenza. Nell'estate 2024, effettua una fusione con il Rovato Calcio, dando vita alla RovatoVertovese. Il 5 gennaio 2025 la RovatoVertovese conquista per la prima volta la mwakcCoppa Eccellenza Lombardia, superando in finale la mwakgSolbiatese per 4-0cite-ref-21[21]. Il 26 marzo 2025 giunge in finale di mwak0Coppa Italia Dilettanti conquistando la promozione in mwak4Serie D.
Calcio a 7
Vertova conta due squadre principali nel mwalecalcio a 7, entrambe iscritte ai campionati dilettantistici mwaliCSI (Centro Sportivo Italiano) di Bergamo.
mwalqGunners Vertova
mwalsVertova FC
Il mwal0Vertova FC milita nella stagione 2025/26 nel mwal4girone C del Gruppo D, categoria raggiunta a seguito della mwal8retrocessione nella stagione precedente.
Atletica
La squadra di atletica del paese è il Gruppo Alpinistico Vertovese, noto anche come GAV, fondato negli anni 50. È composta da atleti di ogni età, da bambini (6-7 anni) ad appassionati runner ormai in pensione.
Ciclismo
La squadra ciclistica del paese, l'U.C. San Marco Vertova, è apprezzata nell'ambiente del ciclismo provinciale e regionale. Ogni anno organizza la manifestazione internazionale per juniores mwamq2 giorni internazionale di Vertova con il Trofeo Comune di Vertova e il Trofeo Emilio Paganessi.
Pallacanestro
A Vertova è anche presente una squadra di mwamcpallacanestro, la mwamgFervens Vertova, che opera principalmente a livello giovanile.
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwanemwanimwanmBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwanqdemo.istat.it, mwanuISTAT.
cite-note-21. mwankmwanomwansComune di Vertova - Statuto (mwanwmwan0PDF), su mwan4dait.interno.gov.it.
cite-note-divamm-sismica-32. mwaoimwaommwaoqClassificazione sismica (mwaoumwaoyXLS), su mwaocrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-43. mwaosmwaowmwao0Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwao4mwao8PDF), in mwapaciterefmwapeLeggemwapi mwapm26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwapqAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwapu 151. mwapyURL consultato il 25 aprile 2012 mwapc(archiviato dall'mwapgurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-66. ↑ mwaqumwaqyDizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996, p.mwaqc 696.
cite-note-88. ↑ mwarymwarcZanetti 1985,mwarg p. 191.
cite-note-99. ↑ mwarwmwar0Irranca 2010,mwar4 p. 17.
cite-note-1010. ↑ mwasimwasmDizionario di toponomastica lombarda, Milano, Ceschina, 1961, p.mwasq 571.
cite-note-1111. ↑ mwasgGiandomenico Serra, mwaskContributo toponomastico alla teoria della continuità nel medioevo delle comunità rurali romane e preromane dell'Italia superiore, Cluj, Cartea Românească, 1931, p.mwaso 17.
cite-note-1212. ↑ mwas4mwas8Irranca 2010,mwata p. 98.
cite-note-1313. ↑ P.Gelmi e B.Suardi. Op. cit. Pg.78
cite-note-scb-1414. mwatkmwatomwatsVertova, su mwatwStemmi dei comuni bergamaschi. mwat0URL consultato il 23 febbraio 2023.
cite-note-154. Nello Statuto comunale lo stemma è descritto: mwauein campo azzurro, un ponte a tre arcate accompagnato in capo da una stella d'argento a sei raggimwaui. Cfr. mwaumStatuto comunale, Art. 4 - Stemma e gonfalonemwauq, comma 2.
cite-note-1616. ↑ mwaugmwaukmwauoVertova, su mwausArchivio Centrale dello Stato. mwauwURL consultato il 23 febbraio 2023.
cite-note-1717. ↑ F.Irranca, op. cit. p. 98.
cite-note-1818. ↑ Dati tratti da: mwavmmwavqmwavumwavymwavcPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwavgmwavkPDF), su mwavoebiblio.istat.it, mwavsISTAT. mwavwmwav0mwav4mwav8Popolazione residente per territorio – serie storica, su mwawaesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-1919. ↑ mwawumwawymwawcCittadini stranieri Vertova 2022, su mwawgtuttitalia.it, ISTAT. mwawkURL consultato il 19 febbraio 2023.
cite-note-2121. ↑ mwaxgJary Carzaniga, mwaxkmwaxoÈ la finale perfetta! Distruggono i campioni in carica e vincono il primo trofeo di sempre, su mwaxswww.sprintesport.it, 5 gennaio 2025. mwaxwURL consultato il 7 gennaio 2025.
Bibliografia
• mwayaVertova Medioevale di Pino Gusmini. Istituto grafico Litostampa. Gorle (BG), 1980
• citerefirranca-2010Franco Irranca, Vertova veneta (1427-1797), Vertova, 2010.
• citerefzanetti-1985Umberto Zanetti, Paesi e luoghi di Bergamo. Note di etimologia di oltre 1.000 toponimi, Bergamo, 1985.
• mwayqAtlante storico del territorio bergamasco, Monumenta Bergomensia LXX, Paolo Oscar e Oreste Belotti.
• mwayyLa famiglia bergamasca dei Manni marmorari intarsiatori, mwaycLuigi Angelini, in mwaygLa Rivista di Bergamo, prima parte, ottobre 1960, 5-11; seconda parte, novembre 1960, 5-14.
• mwayoLe chiese parrocchiali della Diocesi di Bergamo. Appunti di storia e di arte, mwaysLuigi Pagnoni, Edizione Il Conventino, Bergamo 1974.
• mway0Vertova. Una comunità rurale nel Medioevo, Paolo Gabriele Nobili, Nerbini, Firenze 2008.
• mway8Gandino, la storia, Pietro Gelmi e Battista Suardi. Gandino, 2012.
Voci correlate
• mwazmVal Vertova
• mwazuSito Comune di Vertova, su comune.vertova.bg.it.
• mwazcValle Vertova - FAI (Fondo Ambiente Italiano), su fondoambiente.it.
• mwazkVertova Centro Storico - FAI (Fondo Ambiente Italiano), su fondoambiente.it.
• mwazsSito Val Seriana e Val di Scalve, su valseriana.eu.
• mwaz0Sito Valle Vertova, su vallevertova.it.
• mwaz8Protezione Civile Vertova, su protezionecivilevertova.it.
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Vertova
Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.vertova.bg.it.
• citerefsapere-itVèrtova, su sapere.it, De Agostini.
• citereflombardiabeniculturaliVertova, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.
• mwa0yScheda della chiesa parrocchiale di santa Maria Assunta, su fondazionebernareggi.it.
• mwa0gScheda della chiesa di san Bernardino in Semonte, su Le chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana.
• mwa0sPagina di Vertova sul sito di Lombardia Beni culturali, su lombardiabeniculturali.it.